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Giro di boa e Mercato Ven 2/2

Dopo le abbuffate Natalizie e i brindisi di capodanno ci prepariamo alla grande ammucchiata in vista della boa che aprirà il girone di ritorno e la discesa (salita per alcuni) verso la volata finale. Chi sicuramente ha avuto il vento in poppa in questa prima fase è la neocapolista Batecchi che ha spiegato lo spinnaker Quagliarella e ha rubato il vento alla Longobarda per un sorpasso proprio all'ingresso in boa. Poco più indietro prosegue il circolo ferrovieri di Scarpella tallonato dalla banda Gotham che, orfana della vela Icardi, ha trovato un valido gennaker in Lasagna.

A seguire pian piano tutti gli altri con due equipaggi in grande difficoltà, ma se per Kenzo, fino ad ora, pare più un problema di vento, difficile da prevedere ed inseguire, per gli Omini Gialli sembra riacutizzarsi un difetto al tangone; vento o non vento, la vela non si gonfia. Vedremo soltanto dopo aver superato la boa se la Yellowman troverà una soluzione oppure affogherà l'equipaggio nel Gin. In soccorso ai due equipaggi uno scontro diretto dritto in boa, tuttavia occhio al pareggio, ammazzerebbe entrambi.

Utile alla causa il mercato di riparazione programmato per Venerdì 2 Febbraio in serata, sede da definirsi.

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Immobile cancella la Longobarda

Il karma premia la Kenzo dopo le discusse vicende in sede di mercato e illumina il Ciro nazionale per il primo Hattrick di questa stagione. A farne le spese i campioni in carica della Longobarda, orfani, causa allerta meteo, del loro panzer Dzeko. Le seconde linee messe in campo da Mr. Giorgini, che perde pure il crociato di Lapadula, non sembrano adeguate a sostituire stazza e classe del titolarissimo bosniaco. Tanti sorrisi, invece, in casa orange, non solo per i tre punti, ma anche per le ottime prestazioni dei nuovi acquisti Dias, Gaspar e Insigne. Per fare un bilancio sulla "questione Falcinelli" dovremo attendere tutti primavera, ma in redazione non siamo così convinti si tratti di un bidone né tantomeno di valore inferiore al figlio d'arte più famoso Giovanni Simeone.

Chi maledice il karma è la Giano Bifronte che, piuttosto, dovrebbe rivedere le proprie scelte nel prepartita, perché il tanto inseguito Simeone passa tutto il pomeriggio a sbuffare in panchina vedendosi preferito un macchinoso ed inconcludente Farias e Batecchi ringrazia cogliendo il bottino e coglionando il rivale.

Arrivano le prime soddisfazioni anche al circolo ferrovieri dove i sostenitori delle furie rosse hanno potuto celebrare il buon avvio di stagione e i primi tre punti a scapito degli omini gialli più slavi che mai. Il solo Pipita buttato in avanti crea qualche apprensione alla retroguardia di Scarpella, ma è un faro nel deserto di fronte alle trame di gioco prodotte dalla mediana Rossa: due colpi ben assestati e Greppi-Lugaresi rientrano a mani vuote dalla prima trasferta stagionale.

Il match di cartello vedeva la promettente Gotham ospitare la sempre agguerrita Attila: le aspettative non sono state tradite, cinque reti e vera battaglia fino all'ultimo respiro con un sussulto barbaro che ha rischiato di rimandare le dispute alla gara di ritorno, tuttavia uno sfrontato mezzo punto riportava ordine e bottino a casa Amadori.

Pareggio che sa di tisana allo zenzero tra Panza e Bardo per un avvio senza strappi e siamo già alla seconda giornata. C'è già chi gode e chi dispera, chi si loda e chi sfotte, la stagione è molto lunga e i crociati sono lì... come insegna Lapadula.

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Longobarda panzer da scudetto

Al capolinea di una lunga stagione, dopo un'aspra battaglia punto a punto, la Longobarda centra finalmente lo scudetto al quinto tentativo. La strategia di Mr. Giorgini alla fine ha pagato pur non risparmiando qualche azzardo e il serio rischio di veder sfumare l'obbiettivo proprio sulla linea del traguardo. Dopotutto Nicola è spinto da sempre dall'ambizione di costruire una squadra a trazione anteriore con la spina dorsale forte e di primissimo livello; quest'anno la ciambella è riuscita alla perfezione, buco compreso.

Infatti, sfumato il sogno Icardi, la dirigenza Longobarda ha puntato tutto sulla coppia Salah-Dzeko, pur non reduci da una stagione sublime, vincendo la scommessa; completata la dorsale con i due pilastri Bonucci e Donnarumma e consegnate le chiavi del gioco al giovane Bernardeschi lo scudetto è servito, diciotto vittorie e quota 61 punti. Omini blu in vacanza meritata per smaltire le fatiche e gli acciacchi di una cavalcata trionfale per poi rientrare agli ordini del mister già al lavoro nel suo studio ad esaminare le riconferme ed i nuovi acquisti per tentare nuovamente l'impresa ed un bis mai riuscito a nessuno.

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