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Scarpella magnifico, biplete e GranPrix

Stagione da dieci, spettacolare, della Lokomotiv che vince tutto, tutto, coppa, campionato e classifica GranPrix. La lode sarebbe potuta arrivare alzando la supercoppa che, invece, Panza ha saputo far sua, con merito, dopo la vittoria in coppa dello scorso anno. Partita senza i grandi favori del pronostico nonostante CR7, la squadra di Scarpella ha sempre creduto nei propri mezzi e nelle proprie possibilità, non ha mai mollato un centimetro nemmeno nei momenti di maggiore difficoltà e il mister ha saputo amalgamare perfettamente una rosa ben assortita, giovane, con grandi qualità, buoni portieri e la stella del campionato.

Le furie rosse, agevolate dalla bassa pressione di una partenza a fari spenti, hanno saputo rodare il motore nelle retrovie nella prima parte di stagione senza mai rimanere troppo attardate, hanno risalito la china agguantando il gruppo per Natale e rintuzzato sui primi, guidati sapientemente dai Gotham, in preparazione della volata finale. Dolce intermezzo la finale di coppa che vede il suo epilogo, ancora una volta, dagli undici metri; lotteria dei rigori, al contrario di dodici mesi fa, in favore Lokomotiv e Yellowman a bocca asciutta. Le ultime dieci giornate hanno onorato la miglior tappa per velocisti di sempre con quattro, cinque squadre a lottare punto su punto, gomito a gomito, per veder scappar via in solitaria Gotham e Lokomotiv a ruota, poi... l'ultima curva e un salto di pedale, un colpo di reni e Scarpella che vince di "corto muso" (cit. Allegri) e strappa via un Biplete storico, a soli quattro anni da quello di Kenzo!

In ventiquattro mesi: due scudetti, due finali di coppa, una persa e una vinta, due GranPrix. Tanta tanta roba, a maggior ragione per chi viene da tre retrocessioni consecutive e non tenta di rinnegarle, bensì ne fa tesoro perché.... le vittorie non insegnano nulla, è dalle sconfitte che si impara!

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Longobarda panzer da scudetto

Al capolinea di una lunga stagione, dopo un'aspra battaglia punto a punto, la Longobarda centra finalmente lo scudetto al quinto tentativo. La strategia di Mr. Giorgini alla fine ha pagato pur non risparmiando qualche azzardo e il serio rischio di veder sfumare l'obbiettivo proprio sulla linea del traguardo. Dopotutto Nicola è spinto da sempre dall'ambizione di costruire una squadra a trazione anteriore con la spina dorsale forte e di primissimo livello; quest'anno la ciambella è riuscita alla perfezione, buco compreso.

Infatti, sfumato il sogno Icardi, la dirigenza Longobarda ha puntato tutto sulla coppia Salah-Dzeko, pur non reduci da una stagione sublime, vincendo la scommessa; completata la dorsale con i due pilastri Bonucci e Donnarumma e consegnate le chiavi del gioco al giovane Bernardeschi lo scudetto è servito, diciotto vittorie e quota 61 punti. Omini blu in vacanza meritata per smaltire le fatiche e gli acciacchi di una cavalcata trionfale per poi rientrare agli ordini del mister già al lavoro nel suo studio ad esaminare le riconferme ed i nuovi acquisti per tentare nuovamente l'impresa ed un bis mai riuscito a nessuno.

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Scudetto Unno, Attila spazza via il Cenè

Dopo una lunga stagione dominata in lungo e in largo, gli uomini di Attila erano chiamati all'ultima prova, senza appello, per aggiudicarsi il titolo e respingere definitivamente le insidie avversarie. Evidentemente caricati per la battaglia della vita, gli Unni spazzano via anche Gotham e mettono finalmente le loro mani sudice su un meritatissimo scudetto.

Una vittoria che parte da lontano, molto lontano, dallo scorso settembre quando Mr. Biguzzi ha puntato tutto sulla coppia testa-coda Buffon/Higuain, rispettando una delle regole base del fantacalcio: un portiere di una grande per limitare i malus e un bel punterone che assicuri un bottino di venti goal (e sappiamo tutti com'è andata a finire).

Mentre sul campo, Attila, ha dovuto attendere gli ultimi 90 minuti per vedere riconosciuti i propri meriti, ai punti la vittoria era già bella in saccoccia da tempo; sul traguardo il secondo si prende un distacco di una partita piena da almeno 5 reti, mentre il terzo arriva a ben due partite piene di ritardo.

Vittoria ineccepibile. Tuttavia, come la storia ci insegna, la parte difficile non è fare nuove conquiste... ma mantenere intatto il regno!

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Batecchi completa la bacheca. Dopo la coppa arriva il tricolore

01.09.2012 Cesena, via Isonzo, casa Domenichini. Lo sposo si veste, gli amici cazzeggiano bevendo e sgranocchiando. “Ci manca l’ottavo, Tino e Massi non vogliono farlo. Te “Batecchi” ci saresti per il Fantacenè?”

11.05.2014 Fischio finale di Roma Juve. Osvaldo segna, Tevez schiva il pallone pensando di essere in fuorigioco. Juve 99, Batecchi campione.

Rewind: atroce beffa di una rimonta strozzata sul più bello nella fatal Lokomotiv (di nuovo decisiva, come domenica!); vittoria a suon di Matador in coppa come una Atene parziale rivincita di Istanbul; supercoppa a settembre che sancisce la netta superiorità negli scontri diretti con il Bardo Team. Ma ancora non basta. Ed eccoci qua, al 3° titulo su 5 in 2 anni, roba da cannibali. “Più difficile, invece, ripetersi per i due dominatori dello scorso campionato, ma Kulovic è sempre pronto a dare una mano!” “30 per Toni è troppo” “Biabiany quest’anno non gioca davanti” “Geriatria Batecchi” “Gara simbolo del calcio operaio” …

Stampa e avversari non credono nel capolavoro dei fari spenti che si sta materializzando: direttore sportivo che potrebbe insegnare a Galliani come scegliere i parametri 0 (Toni, Eder, etc.), collettivo rodato e spogliatoio compatto – mai una dichiarazione fuori posto durante l’anno, i magnifici 5 in cooperativa (70 goal e 22 assist, sempre titolarissimi), contributo decisivo dei gregari (Siligardi, Sansone, Glik, etc.). Ma soprattutto, in 35 partite, 21 vittorie, solo 5 volte 0 goal fatti, quasi 20 volte almeno 2 goal fatti: roba da Miguel Indurain. È vero, la difesa è la terza del campionato (davanti solo l’immancabile Bardo e la seconda Panza), ma i numeri si avvicinano a quelli di Attila: Kulovic non basta.

Onore ai Panza che hanno reso entusiasmante la galoppata (senza di voi avremmo festeggiato a febbraio, roba da Guardiola – e senza Paloschi ci saremmo giocati anche la finale di coppa): davvero ottimo esordio e ottimo fiuto, prestazione macchiata solo dall’autogufata pasquale alla Cruyff “Noi puntiamo a triplete” che scatena la reazione orgogliosa degli avversari. Onore a Yellow, altra matricola terribile: a voi sì che la difesa “groviera” ha tolto soddisfazioni. Onore a Gotham che da consumato #houseofcards sfrutta alleanze di comodo e falle del regolamento nel mercato di riparazione per costruire un successo di coppa stile Grecia 2004 da 100:1 alla SNAI.

Grazie a tutti gli altri per averci dato la possibilità di festeggiare con voi la vittoria offrendovi un giro di tonici alla premiazione (presidente, quando ci convochi?), a meno che Franco non abbia già ritirato il NOSTRO premio come lo scorso anno – devo passare da te a prenderlo, quando ti trovo?!

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Biplete Kenzo! Si volta pagina. Ora si riparte dalle riconferme

Dopo una stagione tutta in tinta orange si riparte domenica 6 settembre con la novità delle riconferme. Saranno al massimo tre per squadra (una per ruolo, portiere escluso) e dovranno essere comunicate entro le 24.00.00 di giovedì 3 settembre. Ma torniamo per un attimo a rivedere i fatti salienti della stagione conclusa da appena due mesi che ci ha regalato il torneo più avvincente ed incerto dei tre disputati fino ad ora. Ai nastri di partenza si presentavano con i gradi di favorite la Bifronte, i Rogues e i campioni in carica della Batecchi, ma gli orange della Kenzo si sono ritagliati un ruolo da protagonisti sin dalle prime giornate. Con un ottimo medley di qualità e quantità in mezzo al campo e un pizzico di fantasia in regia avanzata, la coppia di allenatori arancio ha saputo mantenere un alto rendimento per tutto l'arco della stagione centrando l'obbiettivo principale fissato a settembre: trovarsi, a fine marzo, in corsa su tutti i fronti. Ebbene la Kenzo era lanciata verso la volata scudetto insieme a Gotham, Panza e Bifronte ed entrava di diritto alle semifinali di coppa dopo il secco 2-0 rifilato all'omino giallo nei quarti. Si entrava nell'ultimo mese della stagione, quello decisivo, dove ogni dettaglio, ogni centimetro, fanno la differenza. Mentre gli altri raccoglievano le ultime briciole e le energie residue la Kenzo piazzava le prestazioni migliori mostrando grande potenza e freschezza atletica. Domenica dopo domenica il gruppo si assottigliava e tutto lasciava presagire che si arrivasse al doppio duello Bifronte-Kenzo per coppa e campionato. Tuttavia, in campionato, gli uomini di Giano non reggevano il ritmo e mollavano ogni velleità ad un paio di turni dalla fine riservando ogni minima energia per la finale di coppa. Kenzo, in formato cannibale, firmava uno storico biplete dopo la lotteria dei rigori vinta per 3-2. Si riparte da qui, con tanti nuovi calciatori approdati in Serie A e una stagione più spettacolare che mai.
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